Panoramica Petelia gia Strongoli
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  Un Decreto di un Re non può distruggere la Storia di na Città  
       

Magna Grecia

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La Magna Grecia e la Sicilia greca: in marrone scuro le zone colonizzate da Achei, in viola da Ioni, in arancione da Dori e in marrone chiaro da Greci nordoccidentali (Locresi)

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6a/Colonie_greche_e_fenicie_in_Italia.jpg/440px-Colonie_greche_e_fenicie_in_Italia.jpg

Magna Grecia e altre colonie greche e fenice in Italia

(LA)

«Itala nam tellus Graecia maior erat.»

(IT)

«Ciò che chiamano Italia era Magna Grecia.»

(Ovidio, Fasti, IV)

La Magna Grecia (in latino: Magna Græcia, in greco: Μεγάλη Ἑλλάς/Megálē Hellàs) è l'area geografica della penisola italiana meridionale che fu anticamente colonizzata dai Greci a partire dall'VIII secolo a.C. La vicenda storica della Magna Grecia, sebbene strettamente legata, va tenuta distinta da quella della Sicilia greca[1].

Sebbene l'espressione Megálē Hellàs sia attestata per la prima volta relativamente tardi, nel II secolo a.C., in un passo dello storico greco Polibio[2], si ritiene[3] tuttavia che la genesi del concetto sottostante sia avvenuta nel VI secolo a.C., che segna l'apogeo della storia della Magna Grecia, in relazione ai fasti politici, economici, culturali e artistici raggiunti in quel periodo.[3]

Indice

1 Storia

1.1 Origini

1.2 Le differenti stirpi

1.3 Le sub-colonie

1.4 Colonie greche nell'Adriatico

2 Colonie della Magna Grecia

2.1 Calabria

2.2 Campania

2.3 Campania meridionale

2.4 Basilicata (antica Lucania)

2.5 Puglia

3 Colonie greche in Italia non appartenenti alla Magna Grecia

4 Colonie greche in Sicilia

5 Le date di fondazione

6 Peculiarità delle poleis magnogreche

6.1 Organizzazione amministrativa

6.2 Economia

6.3 Cultura

6.4 Sport

7 Note

8 Bibliografia

9 Voci correlate

10 Altri progetti

11 Collegamenti esterni

Storia https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7d/Metapontum_2013.JPG/200px-Metapontum_2013.JPG

Tempio di Hera a Metaponto

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/50/Capo_Colonna.png/200px-Capo_Colonna.png

Colonna superstite del Tempio di Hera (Capo Colonna) a Crotone

Dopo la colonizzazione del Mar Egeo, tra l'VIII ed il VII secolo a.C., genti di origine greca (mercanti, contadini, allevatori, artigiani) comparvero nella parte meridionale dell'Italia (le attuali Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) nell'ambito di un flusso migratorio originato da singole città della Grecia antica, motivato sia dall'interesse per lo sviluppo delle attività commerciali, che da tensioni sociali dovute all'incremento della popolazione a cui la magra produzione agricola non riusciva a dare sostentamento. Queste genti stabilirono la colonia di Pithecussai sull'attuale isola d'Ischia, poi giunte sulle coste Italiche fondarono diverse città quali Kyme e Metapontion, poi Taras e Rhegion.[4]

Per tradizione, la località dove stabilirsi era individuata seguendo l'indicazione che dava l'Oracolo del Santuario di Apollo a Delfi, che veniva interrogato dall'ecista, colui che era stato posto a capo degli aspiranti coloni. Per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella Penisola italiana, questo fu il periodo in cui fu raggiunta la massima ricchezza economica, a cui s'aggiunse lo splendore in campo culturale ed artistico, avendo seguito l'evoluzione della Civiltà Greca, in letteratura, filosofia e arte, con punte di sviluppo spesso superiori alla stessa madrepatria.

Come conseguenza di questa realtà di grande splendore, le zone colonizzate nella penisola italiana ci sono state tramandate col nome di Magna Grecia (Megàle Hellàs): un nome che volle testimoniare l'orgoglio per aver dato vita, lontano dalla Grecia, ad una comunità di Greci che aveva raggiunto così alti livelli in campo sociale, culturale ed economico, da poter essere considerata, in confronto, più grande della stessa madrepatria. Dunque verso il III secolo a.C., si cominciò a definire le colonie greche dell'Italia meridionale come facenti parte della Magna Grecia (Megàle Hellàs). Riferimento che si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.

Il termine Magna Grecia si riferisce quindi alle popolazioni e civiltà, piuttosto che ad un'entità territoriale e politica.

La Sicilia vide numerose colonie greche (come Zankle, Naxos, Selinus e Syraka, ecc), che divennero le città più importanti nel mondo greco occidentale e non solo. Secondo i greci antichi non facevano parte della cosiddetta Magna Grecia, a differenza di quello che invece ritennero gli storici romani.

Le differenti stirpi[modifica Le genti originarie della città di Calcide della grande isola Eubea, fondarono prima Pithecusa (Ischia), poi Kyme (Cuma) in Campania, quest'ultima insieme a coloni provenienti da Cuma eolica, e tra il 756 ed 743 a.C. le due città di Zancle (Messina) e Rhegion (Reggio), rispettivamente sulla sponda messinese e quella reggina dello Stretto che separa le due terre.

Negli anni successivi, Greci di stirpe achea diedero vita sul versante jonico prima a Sybaris (Sibari, 720 a.C.) e poi a Kroton (Crotone 710 a.C.), spinti dalla necessità di sfuggire carestie e sovrappopolazione. Sempre sullo Ionio, secondo fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea, alcuni coloni spartani fondarono la città di Taras (Taranto, 706 a.C.).

Fra il secolo VIII e VI sec. A.C. Coloni achei-rodiesi, nell'alto crotonese, fondarono o fortificatarono le città di Krimisa (odierna Cirò Superiore), Petelia (odierna Strongoli) Makalla (zona Murge di Strongoli) e Chone (odierna Pallagorio);

Fra il 710 a.C. e il 690 a.C., un gruppo di Locresi, condotti da Evante, provenienti dalle regioni della Grecia sul golfo di Crisa, fondarono Lokroi Epizephyroi (Locri Epizefiri), ultima città fondata in Calabria da gente proveniente direttamente dalla Grecia.

Le sub-colonie[modifica https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/e/e2/Colonie_greche_in_Adriatico.png/260px-Colonie_greche_in_Adriatico.png

Colonie greche in Adriatico (in rosso quelle siracusane)

Nel tempo le nuove città, per ragioni politiche, di sovrappopolazione, commerciali e di controllo del territorio, ampliarono la loro presenza in Italia, espandendo di fatto la civiltà greca a tutto il territorio oggi chiamato Calabria, allora conosciuto come Enotria o Italia, e ad altre zone.

I reggini fondarono Pyxus (Policastro Bussentino) in Campania; i locresi fondarono Medma (Rosarno) passando da Città-forte (Polistena) e Hipponion (Vibo Valentia) in Calabria; i sibariti rivitalizzarono i centri indigeni di Laos e Skydros in Calabria e fondarono Poseidonia (Paestum), in Campania; i crotoniati fondarono Terina e Skylletion (a Roccelletta di Borgia) e parteciparono alla fondazione di Kaulon (vicino a Monasterace marina) in Calabria; gli zanclei fondarono Metauros (Gioia Tauro) in Calabria.

Continue furono invece le aggressioni dei tarantini condotte ai danni dei vicini Peucezi e Messapi, culminate nella definitiva sconfitta subita ad opera degli Iapigi nel 473 a.C., annoverata dallo storico greco Erodoto tra le più gravi inflitte a popolazioni di stirpe greca.

Sarà l'arrivo delle legioni romane avvenuto tra il 290 ed il 280 a.C., a sancire il passaggio sotto la protezione ed il dominio di Roma di tutte le città greche della penisola italiana.

Colonie greche nell'Adriatico[modifica Un intenso programma di colonizzazione fu intrapreso da Siracusa[5], all'epoca della tirannide di Dionisio il grande, intorno al 387-385 a.C. Questo fenomeno interessò tutto l'Adriatico, e in particolare portò alla fondazione in Italia di Ankón (Ancona) e di Adrìa (Adria); nella costa dalmata vide la fondazione di Issa (attuale Lissa), Pharos (attuale Cittavecchia di Lesina), Dimos (attuale Lesina)[6]; nella costa albanese venne fondata invece Lissos (attuale Alessio). Issa a sua volta poi fondò Tragyrion (attuale Traù), Korkyra Melaina (attuale Curzola) ed Epetion (attuale Stobreč, sobborgo di Spalato).

Con questo programma di colonizzazione Dionisio il Grande si assicurò un controllo totale sulle rotte adriatiche che portavano il grano verso la madrepatria, permettendo così a Siracusa di competere con gli Etruschi in questo commercio. Inoltre risolse un grave problema di politica interna, mandando a popolare la colonia di Ankón con dissidenti politici.

Prima della colonizzazione siracusana, già erano presenti nell'Adriatico orientale alcune colonie greche: nell'attuale territorio albanese sorgevano Apollonia e Epidamnos-Dyrrachion (attuale Durazzo); nell'odierno territorio croato era invece la colonia di Epidayron (attuale Ragusavecchia).

Le colonie adriatiche siracusane non vengono annoverate in senso stretto come parte della Magna Grecia.

Colonie della Magna Grecia[modifica https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/43/Colonie_greche_d%27italia_e_sicilia.jpg/240px-Colonie_greche_d%27italia_e_sicilia.jpg

Le colonie greche in Italia meridionale e in Sicilia.

Calabria

Colonia

Nome attuale della città

Localizzata nell'attuale territorio comunale di

Rhégion

Reggio di Calabria

Reggio di Calabria

Locri Epizefiri

Locri

Locri e Portigliola

Kroton

Crotone

Crotone

Chone

Pallagorio

Pallagorio

Kaulon

Monasterace

Sybaris

Sibari (frazione Cassano allo Ionio)

Petelia

Strongoli

Krimisa

Cirò/Cirò Marina

Hipponion

Vibo Valentia

Vibo Valentia

Metauros

Gioia Tauro

Medma

Rosarno

Laos

Santa Maria del Cedro (frazione Marcellina)

Taureanum

Palmi

Thurii

Thurio (frazione Corigliano Calabro)

Temesa

Serra d'Aiello

Terina

Lamezia Terme

Scolacium

Borgia

Kyterion

Cutro

Cutro

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Colonia

Localizzata nell'attuale territorio comunale di

Pithekoussai (Pithecusa)

Ischia

Kyme

Pozzuoli, Bacoli

Parthènope

Napoli

Dikaiarcheia

Pozzuoli

Neapolis

Napoli

Campania meridionale[modifica | modifica wikitesto]

Colonia

Localizzata nell'attuale territorio comunale di

Poseidonia - Paestum

Capaccio-Paestum

Elea-Velia

Ascea

Moio della Civitella

Pixunte

Santa Marina (frazione Policastro Bussentino)

Palinuro e Molpa

Centola

Basilicata (antica Lucania)[modifica | modifica wikitesto]

Colonia

Localizzata nell'attuale territorio comunale di

Metapontion

Bernalda (frazione Metaponto)

Siris

Nova Siri

Heraclea

Policoro

Pandosia

Tursi (frazione Anglona)

Pistoicos

Pisticci

Troilia, Obelanon

Ferrandina

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Colonia

Localizzata nell'attuale territorio comunale di

Taras

Taranto

Sidion - Silvium

Gravina

Canusion - Canusium

Canosa

Kallipolis

Gallipoli

Apeneste

Mattinata

Argyrippa - Arpi

Foggia

Colonie greche in Italia non appartenenti alla Magna Grecia[modifica | modifica wikitesto]

nome greco

nome italiano usato
per indicare la colonia greca

città attuale con continuità
di insediamento

nome latino

territorio comunale attuale nel quale è situato l'insediamento greco

Adrìa

Adrìa

Adria

Hadria

Adria

Ankón

Ankón

Ancona

Ancon o Ancona

Ancona

Theate[7]

Theate

Chieti

Teate

Chieti

Colonie greche in Sicilia[modifica

Magnifying glass icon mgx2.svg

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Sicilia greca.

Le città siceliote (sikeloe in greco), cioè dell'attuale Sicilia non erano considerate appartenenti alla Magna Grecia, ad eccezione forse della città di Messana[senza fonte], un tempo Zancle, caduta nell'orbita del reggino Anassilao. Qui di seguito le principali colonie identificate:

nome greco arcaico (nome italiano per indicarlo)

nome greco classico

nome italiano usato per indicare la colonia greca

città attuale con continuità di insediamento

nome latino

comune attuale in cui ricade l'insediamento

-

Naxos

Naxos

-

Naxos o Naxus

Giardini Naxos

Zankles (Zancle)

Messana o Messene

Messina

Messina

Messana

Messina

-

Katane

Catania

Catania

Catina

Catania

-

Syrakousai

Siracusa

Siracusa

Syracusae

Siracusa

Hybla Micrà (Ibla Minore)

Megara Hyblaia

Megara Iblea

-

Megara Hyblaea

Megara Iblea

-

Leontinoi

Lentini

Lentini

Leontini

Lentini

Gelas (Ghelas)

Gelas

Gela

Gela

Gela

Gela

Himera (Imera)

Thermai Himeraìai

Termini Imerese

Termini Imerese

Thermae Himerae

Termini Imerese

-

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

-

Akragas

Agrigento

Agrigento

Agrigentum

Agrigento

Kamarina[8]

Mylae

Milazzo

Milazzo

Akrai

Palazzolo Acreide

Himera

Imera

Selinus

Selinunte

Tyndaris

Tindari

Tindari

Tyndaris

Patti

Casmene[9]

Eraclea Minoa[10]

Cattolica Eraclea

Xiphonia

Aci Catena, Acireale ed Aci Castello

Akrillai

Chiaramonte Gulfi

Le date di fondazione[modifica Cronologia della fondazione delle principali città della Magna Grecia e della Sicilia, secondo gli storici antichi e gli studi archeologici moderni:

Polis

Tucidide

Eusebio

Gerolamo

Altri storici

Studi moderni

Cuma

1050 a.C. circa

VIII secolo a.C.

Zancle

757 a.C.-756 a.C.

756 a.C.

756 a.C.[senza fonte]

Naxos

734 a.C.

735 a.C.

741 a.C.

735 a.C.

Siracusa

733 a.C.

733 a.C.

738 a.C.-737 a.C.

733 a.C.

734 a.C.

Reggio

743 a.C.-730 a.C.

730 a.C. circa; 743 a.C.[11]

730 a.C.

Lentini

728 a.C.

Catania

728 a.C.

733 a.C.

737 a.C.-736 a.C.

729 a.C.-728 a.C.

Megara Hyblaea

727 a.C.

728 a.C.

Milazzo

715 a.C. circa

716 a.C. circa

Sibari

708 a.C.-707 a.C.

709 a.C.-708 a.C.

721 a.C.-720 a.C.

Crotone

709 a.C.

718 a.C.-708 a.C.

Taranto

706 a.C.

Locri Epizefiri

673 a.C.

679 a.C.

700 a.C. circa

Gela

688 a.C.

688 a.C.

691 a.C.-690 a.C.

Metaponto[12]

773 a.C. circa

690 a.C.

Kaulon

675 a.C. circa

Akrai

663 a.C.

Akrillai[13]

663 a.C. circa

VII secolo a.C.

Casmene

643 a.C.

Selinunte

627 a.C.

757 a.C. circa

650 a.C.-649 a.C.

650 a.C.

Imera

648 a.C.

Lipari

627 a.C. circa

629 a.C. circa

580 a.C.-576 a.C.

Poseidonia[14]

700 a.C. circa

VII secolo a.C.

Kamarina

598 a.C.

598 a.C.-597 a.C.

601 a.C.-600 a.C.

598 a.C.-596 a.C.

Agrigento

580 a.C.

580 a.C.-576 a.C.

Cronologia della fondazione delle altre colonie greche italiane, secondo gli storici antichi e gli studi archeologici moderni:

Polis

Tucidide

Eusebio

Gerolamo

Altri storici

Studi moderni

Ancona

387 a.C.[15]

Adria

385 a.C.[16]

Peculiarità delle poleis magnogreche[modifica https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e4/Kouros_di_reggio_calabria.jpg

Il Kouros di Reggio, esempio di ritrattistica arcaica, corrispondente al primo periodo delle colonie, custodito al Museo nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/96/Reggio_calabria_museo_nazionale_bronzi_di_riace.jpg/200px-Reggio_calabria_museo_nazionale_bronzi_di_riace.jpg

I Bronzi di Riace, esempi di ritrattistica d'epoca classica, periodo in cui le colonie raggiunsero maggiore raffinatezza, custoditi al Museo nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria

Organizzazione amministrativa[modifica L'organizzazione amministrativa, è stata ereditata dalle polis greche, riprendendo il concetto di "città-stato" amministrate dall'aristocrazia. Le città della Magna Grecia erano indipendenti come le polis greche, disponevano di un nutrito esercito e vi era un reggente che governava o un sistema di governo democratico. Vi furono anche casi di tirannia come nella poderosa Siracusa, retta dal tiranno Dionisio che combatté i Cartaginesi sino alla sua morte, ad Atene, in seguito ad un malore. La flotta era un'arma micidiale che i coloni della Magna Grecia utilizzarono e dunque numerose città erano situate in riva al mare e disponevano di grandi porti dove erano ancorate centinaia di navi.

Economia[modifica Nelle città della Magna Grecia, si sviluppò subito il commercio, l'agricoltura e l'artigianato. Inizialmente orientato alle popolazioni indigene, il commercio fu subito un ottimo canale di scambio con i greci della madrepatria che importava dal grano ai manufatti, dalle opere letterarie al marmo e così via. I coloni entrarono in contatto anche con i Cartaginesi che però si rivelarono presto dei temibili nemici.

Cultura[modifica Dalla madre patria Grecia, l'arte, la letteratura e la filosofia influenzarono in modo decisivo la vita delle colonie. In Magna Grecia si diede molto credito alla cultura. Basti pensare che nelle polis si raggiunse un tasso di ingegneria, istruzione, ecc. pari a quello della madrepatria. I coloni ellenici dopo aver sottomesso le popolazioni indigene stabilirono biblioteche, centri di studi che formarono i più abili filosofi, letterati, medici. Pitagora di Samo si trasferì a Crotone dove fondò la sua scuola nel 530 a.C. Visitarono la Magna Grecia fra gli altri, Eschilo, Erodoto, Senofane e Platone. Tra i personaggi illustri nati in Magna Grecia ricordiamo: i filosofi Parmenide, Zenone di Elea, Gorgia ed Empedocle; i pitagorici Filolao, Archita, Liside, Echecrate e Timeo; il matematico Archimede; gli storici Ippi, Glauco e Lico; i poeti Teocrito, Stesicoro, Ibico, Senocrito, Nosside, Alessi e Leonida; i medici Timoteo, Alcmeone e Democède; gli scultori reggini Pitagora e Clearco; il pittore Zeusi, il musicologo Aristosseno ed il legislatore Zaleuco.

Sport[modifica Le colonie inviavano atleti di tutte le discipline ai giochi che si tenevano periodicamente ad Olimpia e Delfi in Grecia. Inoltre i coloni della Magna Grecia tenevano molto ai giochi ellenici dove potevano dare prova ai greci della loro appartenenza allo stesso luogo d'origine, della loro forza fisica e delle capacità nei giochi praticati anche dai loro avi decine di generazioni prima. E per questo i più grandi sovrani esigevano che venissero addestrate squadre da inviare in Grecia. Lo sport era dunque un canale di comunicazione con la penisola ellenica, un mezzo con il quale le colonie della Magna Grecia facevano sentire la propria voce. Spesso era un movimento gestito più dalla politica che dalla dedizione per la lotta, il lancio del disco e per tutte le altre attività che si praticavano durante quelle importanti prove agonistiche. Gli italioti ed i sicelioti ebbero grandi successi nelle competizione sportive in madrepatria. Basti pensare che gli atleti di Crotone vinsero 20 titoli in 26 Olimpiadi tra il 588 a.C. e il 488 a.C., tanto da essere secondi solo a Sparta, davanti ad Atene.

Polis

Giochi olimpici

Giochi Pitici

Giochi Istmici

Giochi Nemei

Totale

Nome Moderno

Kroton

21

10

10

9

50

Crotone

Siracusa

15

8

3

3

29

Siracusa

Himera

7

2

2

2

13

Termini Imerese

Naxos

4

4

1

1

10

Giardini Naxos

Taras

9

9

Taranto

Akragas

5

3

8

Agrigento

Locres

6

1

7

Locri

Messana

4

1

1

1

7

Messina

Hybla

3

1

4

Ragusa

Thurii

4

4

Thurii

Kamarina

3

3

Kamarina

Poseidonia

2

1

3

Paestum

Kaulonia

1

1

2

Caulonia

Gela

2

2

Gela

Sybaris

2

2

Sibari

Rhegion

1

1

Reggio di Calabria

Tauromenion

1

1

Taormina

Neapolis

1

1

Napoli

Terina

1

1

Lamezia Terme

Metapontum

1

1

Metaponto

Note[modifica | modifica wikitesto]

^ Lorenzo Braccesi, Flavio Raviola, op. cit., p. 7

^ Polibio, Storie, II 39, 1-6-

^ a b Lorenzo Braccesi, Flavio Raviola, op. cit., p. 72

^ Magna Grecia, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

^ Lorenzo Braccesi – Grecità Adriatica

^ Nel XIX secolo ci fu un ampio dibattito tra cittavecchiani e lesignani circa l'ubicazione della Pharos greca e della Faria romana. Per tutti: Simeone Gliubich, Faria Cittavecchia e non Lesina, Pietro Hektorović cittavecchiano e non lesignano, Zagabria 1873.

^ Non esistono fonti posteriori alla fine dell'Ottocento che parlano di Chieti come colonia greca. La notizia viene da Strabone, che la dice fondata dagli Arcadi

^ alla foce dell'Ippari

^ a 4 km da Giarratana

^ alla foce del Platani

^ Domenico Spanò Bolani

^ Molto probabilmente Metaponto venne fondata verso il 690 a.C.

^ Si parla di 70 anni dopo la fondazione di Siracusa, senza anno certo.

^ Poseidonia risale al VII secolo a.C. La presenza tra le date di Eusebio (e di Gerolamo che curò la traduzione latina della sua opera) di indicazioni cronologiche molto alte è, probabilmente, dovuta al tentativo della tradizione storica antica di stabilire una certa continuità tra le frequentazioni greche più antiche ed il periodo coloniale dell'VIII secolo a.C.; fatto, questo, escluso dagli studiosi moderni.

^ La data è dedotta in base ai seguenti dati:

periodo in cui Dionisio il grande fu tiranno di Siracusa (dal 405 al 367 a.C.);

data della colonia siracusana di Alessio, considerata l'inizio della colonizzazione dell'Adriatico: Diodoro Siculo la dice fondata prima del 385 a.C.;

data di fondazione della colonia pario-siracusana di Pharos, sull'isola di Lesina (385 a.C.);

alleanza tra Dionisio e i Galli (387/386), premessa per le colonie adriatiche;

esilio dei seguaci di Filisto e Leptine (386 - 385), secondo alcuni da identificare con coloro che "fuggivano la tirannide di Dionisio" ricordati da Strabone.

^ Su insediamento dell'XI secolo a.C.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Magna Grecia, I-IV, Venezia, Electa, 1985.

AA.VV., Megale Hellas. Storia e civiltà della Magna Grecia, a cura di Giovanni Pugliese Carratelli, [con saggi di: G. Pugliese Carratelli, D. Adamesteanu, L. Forti, A. Frajese, M. Gigante, G. Gullini, P. Orlandini, C. Rolley, A. Stazio, A. Szabò, L. Vagnetti], IV edizione, 1993, Bologna-Milano, Garzanti-Scheiwiller, 1983, p. 746.

I Greci in Occidente, (volume tratto catalogo della mostra "I Greci in Occidente", Venezia - Palazzo Grassi, Marzo-Dicembre 1996), Milano, Bompiani, 1996.

AA.VV., I Greci in Italia. Arte e civiltà della Magna Grecia, a cura di Fabio Bourbon e Furio Durando. Foto di Livio Bourbon), Magnus, 2004, p. 320.

Marcella Barra Bagnasco, Il culto delle acque in Magna Grecia.

Lorenzo Braccesi, Grecità adriatica. Un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, 2ª ed., Pàtron (collana Il mondo antico. Studi storia e storiogr.), 1979, p. 450, ISBN 978-88-555-0935-0.

Lorenzo Braccesi e Flavio Raviola, La Magna Grecia, Bologna, il Mulino, 2008, pp. 209 pp., ISBN 978-88-15-12410-4.

E. Ciaceri, Storia della Magna Grecia, Vol. I-III, (ristampa anastatica dell'edizione del 1928), Napoli, Arte Tipografica, 1976.

Claudio De Palma, La Magna Grecia. Storia e civiltà dell'Italia meridionale dalle origini alla conquista romana, 3ª ed., Roma, Newton Compton Editori, 1990 [1980], p. 206.

Giovanna De Sensi Sestito, La Calabria in età arcaica e classica: storia, economia, società, Roma, Gangemi Editore, 1984.

E. Greco, Archeologia della Magna Grecia, 4ª ed., Bari, Laterza, 2000.

P. Giovanni Guzzo, Le città scomparse della Magna Grecia, 2ª ed., Vicenza, Newton Compton, 1990.

P. Larizza, La Magna Grecia, (ristampa dell'edizione del 1929), Reggio Calabria, Istar Editrice, 1993.

Valerio Massimo Manfredi, I Greci d'Occidente, (alcuni capitoli a cura di Lorenzo Braccesi), 1ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1996, p. 282, ISBN 88-04-39785-3.

Romualdo Marandino, Storia della letteratura della Magna Grecia, Roma, LAS, 2017, ISBN 978-88-213-1289-2.

Domenico Musti, Magna grecia. Il quadro storico, Bari, Laterza, 2005, ISBN 88-420-7585-X.

David Ridgway, L'alba della Magna Grecia, II edizione, 1992, Milano, Longanesi & C., 1984, ISBN 88-304-0260-5.

Voci correlate[modifica Guerre greco-puniche

Colonie nell'antichità

Colonizzazione greca

Colonizzazione greca in Occidente

Monetazione incusa



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