Panoramica Petelia gia Strongoli
ARCHEOLOGIAPETELINA
  Un Decreto di un Re non può distruggere la Storia di na Città  
       


La Leggenda

Secondo la leggenda l'eroe Filottete di Malibea, città della Tessaglia, ai tempi della guerra di Troia, sbarcò in Italia stabilendosi sulle rive dello Jonio, nella terra dei Caoni, tribù Enotria e vi fondò molte città tra cui Petelia su augurali indicazioni del volo degli uccelli.

La cittadella conservò usi e tradizioni greche per qualche tempo anche dopo la conquista romana ed ebbe diritto di monetazione con la scritta Petelinon.

Gli edifici di Petelia - dice il Marincola Pistoia (1867) - pare che siansi estesi, dal luogo occupato dalla odierna Strongoli e scendendo nella contrada detta Brasa ed allargandosi in quella più giù denominata Pianeta, arrivava fino al mare nella contrada Tronga; e ancora: nella pianeta poi veggonsi tutt'ora gran numero di rottami ed avanzi di antiche fabbriche, e dentro delle acque che bagnano la contrada Tronga esistono ancora molti ruderi di antiche costruzioni, probabilmente appartenuti ad un navale. "Porto Petelia"

In epoca romana i fatti più salienti della storia petelina ruotano intorno alla II guerra punica e all'assedio di Annibale durato ben undici mesi. La città, priva di mezzi, di aiuti e di ogni possibilità di salvezza, non si arrese, ma tenendo fede all'amicizia con Roma preferì lasciare al nemico una città distrutta dalla stessa popolazione.

Ciò che ne restava, esule in altre terre, fu poi reintegrata dai Romani nei propri possedimenti con le prerogative di municipio romano. Fino all'epoca degli Antonimi la città manterrà il titolo di Repubblica Petelina. Fra le altre vicende che la riguardano va registrata anche la sconfitta definitiva di Spartaco fra i monti petelini e l'infrangersi del suo sogno di libertà.

I numerosi reperti di scavi, sparsi in Italia e in Europa, derivanti da collezioni private (Ignazio Giunti, Marincola Pistoia, inglesi e francesi in viaggio), sono fondamentali sia per l'identificazione Strongoli-Petelia, sia per conoscere l'organizzazione sociale e gli usi legali della popolazione. Sappiamo che in epoca greca la città aveva un Demiurgo come capo e dei Proxeni che curavano l'accoglienza dei forestieri (bell'esempio di civiltà, facciamoci un pensierino!); che bastava la loro presenza perché un lascito divenisse legale a tutti gli effetti. Anche la morte in epoca greca è resa poetica e luminosa …entrando nella regione dell'Ade troverai… un lago di Mnemosine dalla cui sorgente fluisce acqua refrigerante. Custodi vi stanno davanti, dì loro: entra un figlio della terra e del cielo stellato… datemi presto della fresca acqua… anch'io ne beva e spenga l'ardore della divina sete.

Il reperto più importante dal punto di vista documentario è il testamento di Magno Megonio su base Marmorea. E' un lascito della vigna al collegio degli Augustali che ne berranno il vino in pubblici banchetti. Megonio raccomanda la cura del fondo, l'acquisto dei pali di sostegno e gli innesti con viti aminee (secondo Aristotele erano state portate dai Tessali nell'Italia Meridionale e Filottete era della Tessaglia).

Il basamento scoperto nel 1498 era sulla pubblica piazza fino al 1867 ed è ora conservato nella cattedrale insieme ad altre basi di monumenti che la popolazione eresse a Megonio ed alla sua famiglia .

Il nome odierno della città compare per la prima volta nel VI secolo d.C. sotto Giustiniano riferito al castello Strongilos ma in documenti fino al decimo secolo il nome di Petelia ricorse ancora spesso insieme a quello moderno. Una breve cronologia darà uno spaccato delle vicende storiche più rilevanti: dal 554 al 911 d.C. Franchi, Alemanni, Longobardi e Bizantini si contendono il territorio con alterne vicende; dal 925 al 968 le incursioni saracene devastarono i paesi e la costa vicina fino alla occupazione di Strongoli da parte di Ottone I; Angioini ed Aragonesi si alternano poi come feudatari ma nel 1390 la città risulta come baronia di Nicola Ruffo, marchese di Cotrone e signore di mezza Calabria. In seguito signori di Strongoli saranno i Sanseverino, i Carafa, i Bisognano, i Campitelli, i Pignatelli, i Giunti.