Panoramica Petelia gia Strongoli
ARCHEOLOGIAPETELINA
  Un Decreto di un Re non può distruggere la Storia di na Città  
       

 

note archeologiche 

estratto da www.calabriainvacanza.it 

Ovunque si scorgono a Strongoli vestigia della ricchezza e della magnificenza dell'antica Petelia; tutti i suoi dintorni sono disseminati di frammenti ceramici, pezzi di colonne e monete di conio petilino, brettio e siracusano.
Fra le zone archeologiche della città significativa è la necropoli rinvenuta nel comprensorio delle Manche. Questa compie un arco cronologico molto ampio: sono state individuate tombe a camera ipogea in blocchi di calcare squadrati di IV sec. A.C., tombe a camera con volta a botte di mattoni di età ellenistica, tombe alla cappuccina della prima età imperiale, nonchè i resti di piccoli mausolei in opus reticulatum. Sul posto si possono notare, inoltre, disseminati su tutta l'area, frammenti ceramici di probabili urne cinerarie nonchè tegole di tombe a lastre squadrate.
Nei pressi del "vecchio cimitero", un tempo periferia di Strongoli, sono visibili i resti di un edificio di epoca ellenistica, riferibile al III sec. A.C., sovrastato in epoca successiva da una villa romana. Della villa rimane il pavimento, decorato con tessere di mosaico di marmo disposte in modo da formare un decoro romboidale. La struttura mostra notevoli rifacimenti di epoca tarda romana e la sovrapposizione di altre costruzioni di epoca medioevale.
Databile al I-II sec. D.C. l'edificio funerario affiorato nell'aprile 1973 in contrada Lazzovino, lungo le pendici del colle di Strongoli. Costituito da un unico vano a pianta quasi quadrata, presenta pareti rivestite di un parmanto in opus reticulatum ed all'interno una nicchia, mentre la facciata è costituita da due blocchi calcarei da cui sono ricavati a rilievo le lesène angolari e semicolonne scanalate che fiancheggiano la porta.
Una necropoli romana, in località fondo Castello, databile tra l'ultimo quarto del I e i primi decenni del II sec. D.C., mostra tombe monumentali con copertura a volta a botte e nicchia centrale con o senza cortiletto antistante, nonchè a cappuccina, inglobate in una struttura in pietre e malta con testata in mattoni.
Un'altra necropoli di VI e V sec. A.C., inoltre, è stata portata alla luce nel centro indigeno delle Murge, posto su un ampio tavolato a circa 5 Km dal paese. I ritrovamenti più antichi appartengono alla prima età del Ferro e consistono in fibule ad arco serpeggiante a spilla diritta, fibule ad arco sottile e a staffa lunga, fibule ad antenne, fibule serpeggianti "a drago" a staffa lunga ed altro. I ritrovamenti sporadici fanno ipotizzare la presenza nell'area di un centro abitato, abbandonato alla fine del III sec. A.C., che alcuni archeologi identificano con l'antica macalla di Filottete.
In località Pizzuta di Giunti, infine, un piccolo mausoleo noto come "pietra del tesoro", databile tra la fine del I e gli inizi del II d.C., è identificato come la tomba di Marcello, morto, secondo una leggenda, combattendo contro Annibale. Il mausoleo ha forma di parallelepipedo con nucleo interno in conglomerato cementizio. La cortina è in opera laterizia con una cornice semplice in aggetto all'attacco dei due spioventi che costituiscono la copertura del sepolcro. La camera è moto interrata ed è collocata sul lato meridionale dove un tempo era presente la porta d'ingresso.

 

LEGGENDA

LA METODOLOGIA

 

 

ALCUNI
CENNI
SULLA STORIA
DELL'ARCHEOLOGIA

LE GRANDI SCOPERTE DELL'ARCHEOLOGIA
 PETELINA

 

 

LE FONTI

 FIDELIS PETELIA