Panoramica Petelia gia Strongoli
ARCHEOLOGIAPETELINA
  Un Decreto di un Re non può distruggere la Storia di na Città  
       


 

Un evento d'inedita civilitas nel Regno di Napol

 

IL CATASTO ONCIARIO

NEL MEZZOGIORNO  SETTECENTESCO

Vincenzo Ammirati

1. PRODROMI  CULTURALI  - In via preliminare,  trattandosi  di Catasto On­ ciario, ricordiamo che esso fu la riforma del sistema censuario introdotta da Drrlo ID nel Regno di Napoli a metà Settecento. Infatti, in base al "Trattato di ccomodamento'', più noto come Concordato, stipulato col Papa nel 1741, il vero.o napoletano, «per sollievo de' suoi poveri Sudditi, e di que' luoghi pii, più precisamente de' Monasteri di povere Monache, che per aver,la maggior J3Tte delle loro rendite in censi attivi sopra le Comunità, si trovano ridotti in ilOlta strettezza; ha determinato, mediante un generai catasto di tutti i beni Jel Regno, fare una più giusta distribuzione de' pubblici pesi. Ma tutto ciò 01ostante... i soli beni posseduti  da' laici non possono bastare pel sollievo lesiderato de' poveri, e delle Comunità: perciò la Santità di Nostro Signore, liesa l'impotenza de' Laici; ed avendo egualmente a cuore il sollievo della Jiù misera gente del detto Regno, e de' luoghi pii, che hanno crediti con le

    :Comunità... è benignamente condiscesa ... Ne' catasti ... si faranno descri­

vere tutti i beni ... posseduti dagli Ecclesiastici ... al qual effetto gli ordinarj se. Vescovi] d'ogni luogo sforzeranno i renitenti per le vie legali a farne le ivele».1 Di conseguenza, le tasse imposte anche sugl'immobili degli eccle­ iastici procurarono alle casse del Regno l'annua entrata di 140.301 ducati, omma non ancor sufficiente ad alleviar itributi gravanti sulle famiglie più overe; questo rese necessario il cambiamento del regime tributario, che dal

:ietodo cosiddetto a battaglione2 fu rivolto a tassar non più la proprietà dei

eni, bensì la loro rendita, «dividendosi questa dopo essersi dedotti tutti i pesi itante once alla ragione di carlini tre l'una, rispondendo ciascuna di esse al itale in proprietà di ducati sei ragguagliato al cinque per cento».3 Ovvia-

 

Trattato di Accomodamento tra la S. Sede, e la Corte di Napoli, Conchiuso in Roma tra li lenipotenziarj della Santità di Nostro Signore Papa Benedetto XIV e della Maestà di Carlo fante di Spagna Re delle Due Sicilie. In Napoli, Per Francesco Ricciardo Stampatore del ea1 Palazzo, MDCCXLI. Capo Primo, § 1, p. 4.

Col sistema a battaglione le tasse gravavano enormemente sulla gente più povera. Esse,

:futti, risultavan diverse da luogo a luogo, in quanto nelle singole universitrà venivano milite dagli amministratori  incaricati dell'apprezzo, grazie ai quali i più ricchi trovavano I modo di :francarsi» (Lodovico Bianchini, Della storia dellefinanze del Regno di Napoli Ori Sette,Volume I, Palermo 1839, p. 423).

lianchini, op. e val. cit., p. 424.

 mente sull'Onciario carolino torneremo nel corso di queste note.

Quanto, invece, alla sua novità sia di merito che di metodo, da qualche p: te generosamente presunta, si ricorda tra l'altre l'imponente riforna censua basata su meticolosa mappatura fondiaria, introdotta nel Ducato di Milano t 1718 e protrattasi per un buon quarantennio, oggi nota col nome di Cata Teresiano, ritenuto remoto antenato del moderno catasto. E, tuttavia, fo1 meno presente è il fatto che già per il diritto romano il Catastrum, o Ca; stum, era il Codex, oforma censualis, dove venivan registrati beni e posse1 menti dei singoli cittadini d'una determinata comunità, i nomi dei rispett proprietari, i rispettivi  gravami fiscali, ecc. Di questo parla il De  censil di Ulpiano, che secondo noi va tenuto per fonte primigenia anche dei nm Catasti settecenteschi. Ulpiano, infatti, fa saper che in detta Forma censuai ovvero il notamento formalizzato dei censi, venivan registrati  il nome 4 singoli fondi, la loro esatta ubicazione con l'indicazione d'almeno due tem confinanti, quali colture vi fosser previste per il prossimo decennio, di qua iugeri fossero, quali tipi di vite avesser le vigne, quanti iugeri fosser coltiv ad olive e quante ne fosser le pjante, quanti iugeri di prati si fosser mietuti 1 passato decennio, quanti iugeri fossero adibiti a pascolo; accertamento arn tico che valeva anche per i boschi cedui4 •

Tornando, dunque, al Catasto Onciario,5 il suo testo è da ritenersi imp

4 «Forma censuali cavetur, ut agri sic in censum referantur: Ìlomen fundi cuiusque, & in . civitate, & quo pago sit, & quos duos proximos habeat, & id arvum quod in decem an proximos satum erit, quot jugerum sit, Vinea quot vites habeat; olivre quot jugerum & q arbores habeat; pratum, quod intra decem annos proximos sectum sit, quot jugerum; pas quotjugerum esse videantur; item, silvre cedure» (Ulpianus leg. 4 Dig. de Censibus). Siric< che le Istruzioni e Formale date dalla Regia Camera per laformazione dell'intero Cata vennero emanate dal 1741 al 1748 proprio attràverso Prammatiche sotto il titolo 'di Fm censualis, capitationibus sive de catastis. Anche con riguardo all'etimo di Catasto, inf

«...quam vocem à Capitastrum vult esse derivatam» (Du Cange, sub Catastrum, Catasti Capitastrum che i romani chiamavan Capitularium, il libro delle imposte pagate per ca, cioè per testa di ciascun capofamiglia; l'imposta in questione, infatti, anche nel Cat; Onciario, si chiamò capitatio, in italiano testatico. Stesso etimo proponeva il Muratori

A.  Muratori. Dissertazioni sulle Antichità Italiane - Dissertazioni 30•-33•, InVenezia 1 Diss. Trentesimaterza, Dell'origine, o sia dell'Etimologia delle voci Italiane, voce Cata

p. 293-294). Nota a margine: anche sotto Diocleziano il sistema fiscale per determ l'ammontar dell'annona fu chiamato iugatio-capitatio (Karl Friedrich von Savigny, D imposizioni dirette sotto gli Imperatori Romani. Traduzione dal tedesco del Cavaliere C Baudi di Vesme, Torino 1838. Articolo Primo, pp. 3-4).

5 La compilazione del Catasto onciario prevedeva quattro distinte fasi operative, delle q si redigeva verbale in quattro distinte sezioni: Atti preliminari, Rivele, Apprezzi, Oncic Quando si pubbli<?a un Catasto onciario (e pubblicazioni di tal sorta son per fortun crescendo), lasciate da parte le prime tre sezioni, dalla fonte autografa vien trascritto so

 

14mate fonte primaria per chi voglia far ricerche di storia locale, specialmente m ordine allo studio statistico e demografico della famiglia nel XVIII secolo, e a quello del luogo di riferimento. L'analisi del testo dell'Onciario, inoltre, disvela al cultore di storia locale come allo storico, ben altri interessanti temi, ira iquali, in primis, la specificità del sostrato normativo, quindi il sistema iDOiletario vigente, la morfologia agro-socio-economica del luogo, il grado dialfabetizzazione della popolazione, la consistenza dei patrimoni fondiari e ÌIDmobiliari, nonché del patrimonio zootecnico, le modalità dei prelievi tri­ à.Jta.ri, strutture e condizioni abitative a vari livelli di status sociale, numero e iiioli dei benefici ecclesiastici, ospizi e chiese-hospitales, confraternite e case idigiose, onomastica e toponomastica del territorio considerato; né trascu­ mbile ilnon ordinario tessuto linguistico, la cui approssimazione sintattica e le cui incidenze demotiche implicano difficoltà interpretative talor più che l!!IRIDe; e quant'altro il benemerito studioso stimi meritevole d'attenzione.

Non sempre, invece, studiando l'Onciario, si slarga l'attenzione alla tem­ perie storica, o al contesto delle idee portanti, o alle spinte sociali, o all'hu­ aJS culturale, se non anche al presupposto dottrinario, donde siffatta riforma FIJ1in_asse: tutti elementi, questi ultimi, che in linea di principio riteniamo iiconducibili all'ampio e complesso bacino dell'illuminismo. Dal quale, fra

*idiversi princìpi rivoluzionari, scaturiva anche il concetto di égalité6 che, ia linea cli principio, coincideva con la necessità, rivelatasi non sempre fat­ tihile, cli pianificar lo status fiscale delle classi sociali,7  quindi con l'urgenza

 

lalil> dell'Onciario, il quale è riassuntivo ad substantiam delle altre tre.

•.__ _ Jmapiù giusta distribuzione de 'pubblicipesi ... gli ordinarj [se. Vescovi}...sforzeranno i

.-ilit!ntiper le vie legali afarne  le rivele», abbiam letto nel citato Trattato di Accomodamento.

•IEogn.o di uguaglianza sociale nasceva in taluni illuministi dalla convinzione che l'essere fosse naturalmente cattivo: «Ogni uomo nasce con una inclinazione piuttosto violenta

piidominio, la ricchezza e i piaceri ... per conseguenza ogni uomo vorrebbe avere il denaro e k doone  o le figlie  degli  altri...»  (Voltaire, Dizionario  Filosofico,  Einaudi  1971, voce lfittlmglianza - Ègalité, p. 183). Diversamente, nel suo Discours sur l'inégalité, il Rousseau a che <<La maggior parte dei nostri mali è opera nostra e noi li avremmo quasi tutti

ClllÌll!!ti conservando il modo di vivere semplice, uniforme e solitario che ci era prescritto dalla (Robert Derathé, Del  Contratto sociale, 1962. Il saggio fa da introduzione  a Jean

k1pes Rousseau, Il Contratto sociale, Einaudi 1973, p. VIII).; anche se poi, in epigrafe

..Primo Libro dell'opera, il Rousseau scriveva che «l'ordine sociale è un diritto sacro che

dibase a tutti gli altri. Tuttavia questo diritto non viene dalla natura; è dunque fondato

•tleUe convenzioni» (Ibidem, p. 9).

'C411 Catasto onciario «Si cerca di garantire una più equa ripartizione del tributo, affinché,

è scritto nelle Istruzioni, "ipesi sieno con uguaglianza ripartiti, e che 'lpovero non

• Olll"d' X/fo più delle sue deboliforze, e il ricco paghi secondo i suoi averi"» (Giovanna Da MllÌlil,Angela Carbone, Gli artigiani nel Mezzogiorno d'Italia. Sta nel volume La famiglia

_.èt:mzomia europea Secc. XIII-XVIII. Titolo originale The economie role of thefamily  in

 

cli razionalizzare il sistema tributario attraverso l'introduzione d'una diversa modalità catastale, e con nuovi criteri finanziari. Si noti, per incidens, che il verbo razionalizzare, da noi qui usato, ha etimo proprio in quella ratio che fu polo direttivo dell'illuminismo, nel cui solco, più o meno in sincronia col progetto dell'onciario introdotto nel napoletano,8 s'attivarono nella penisola italiana analoghe riforme fiscali, come ad esempio il Catasto teresiano ter­ minato nel 1760 nel Ducato di Milano; il Catasto leopoldino promulgato nel 1765 nel Granducato Toscana; il Catasto piemontese ordinato da Amedeo II cli Savoia nel 1728. Modelli di catasti, questi, tendenti a consolidar l'efficacia degli accertamenti patrimoniali, e a perequar l'imposizione fiscale,9 sicché non solo sopperisse alle insufficienti entrate erariali, ma favorisse anche un sistema economico più funzionale al comun benessere.

Tantomeno nel perimetro del presente discorso, sembra casuale che nei testi dell'Onciario ricorresse, per la prima volta con tanta frequenza e con definita connotazione giuridica rispetto al significato assunto nei precedenti

 

the European economy from the I 31h to the 18 th Centuries, a cura di Simonetta Cavaciocchi, Firenze, University Press 2009, p. 306).

8 Cfr. Mirella Vera Ma:frici, Il Mezzogiorno settecentesco attraverso i catasti onciari - Vol. II Terrirorio e società. Università degli Studi di Salerno. 1986. «Il volume raccoglie i testi delle relazioni presentate al Convegno sul Mezzogiorno settecentesco attraverso i catasti onciari, tenutosi a Salerno nei giorni 10-12 aprile 1984: un Convegno che veniva a coronare un lungo itinerario di studi e di ricerche portato avanti dal Centro studi «Antonio Genovesi» per la storia economica e sociale. Il sottotitolo del presente volume, Territorio e società (secondo della serie dedicata ai catasti onciari dal Centro studi «Genovesi»), intende sottolineare meglio le tematiche affrontate in sede di Convegno e distinguere adeguatamente il volume stesso dal primo, apparso nel 1983 e dedicato ad .Aspetti e problemi della catastazione borbonica. Da questa raccolta balzano evidenti la novità dell'impianto metodologico, la complessità dei temi affrontati, l'estremo fascino della fonte documentaria su cui si è imperniato il lavoro di decine di studiosi. A tale proposito è interessante sottolineare come la fonte catastale - nelle sue varie fasi e forme (apprezzi, rivele, atti finali, elementi accessori, ecc.) - sia risultata capace di letture trasversali e interdisciplinari le più disparate, nel senso che tutti gli spessori della vita nel Settecento meridionale possono trame luce... Proprio questo era accaduto agli studiosi coinvolti in un animato processo di avvicinamento collettivo ad una fonte così densa di significati: di scoprirne, appunto, la grande ricchezza di referenti, aperti ad una lettura disposta alle più interessanti avventure nel passato degli uomini del Mezzogiorno settecentesco».

9 L'imposta erapersonale e reale. Quella personale era detta testatico, ed era il prelievo sulla persona fisica del capofamiglia che fosse d'età non superiore ai sessant'anni; l'imposta reale, invece, gravava sia sull'idustria, cioè sui redditi da lavoro dei soli maschi d'età non inferiore ai quattordici anni, che sui beni, cioè sugli immobili fondiari, sulle case, su mulini, frantoi e bestie da lavoro, nonché sul danaro dato ad interesse. Da dette imposte erano esonerati quelli che vivessero more nobilium, cioè "come i signori",godendo di rendita, o esercitando la libera professione.

 

OMISSIS