Panoramica Petelia gia Strongoli
ARCHEOLOGIAPETELINA
  Un Decreto di un Re non può distruggere la Storia di na Città  
       




EPOCA MEDIOEVALE 

GOTI ED OSTROGOTI

Le più fitte tenebre avvolgono in generale la storia calabrese nel periodo dell'Alto Medioevo. Nulla sappiamo infatti di Petelia, se non qualche notizia frammentaria ed incontrollabile. c'è di vero che la città, in tale periodo decadde, seguendo così le sorti del disfacimento dell'Impero Romano.

Al tempo di Giustiniano più non esisteva perché distrutta, a quanto affermerebbero alcuni storici, per opera di una flotta di Vandali, partita da Cartagine, sotto il regno di Genserico, tra il 439 ed il 455 d. C., anche per quanto alcuni farebbero affermare allo storico Aurelius Victor. Dalla «Historia Miscellanea» di Paolo Diacerco, Muratori, Prisciano, Pro copio, sappiamo che anche Crotone, Locri, Turio subirono distruzione di case, uccisioni di abitanti ed abbattimenti di templii. Noi, in merito, facciamo le nostre riserve anche perchè pare che Aurelius Victor, per l'epoca in cui visse, proprio non poteva farne cenno in quanto non poteva ricordare un avvenimento, svoltosi cento anni dopo di lui. In vero èquesto, come ho detto, un periodo oscuro ed al nome di queste contrade si accenna solo verso la metà del VI secolo, quando Totila, re dei Goti, percorrendo questi luoghi, li devastò. ­

Nel 483 Alarico dovè passare per queste contrade, apportando vi i conseguenti mali della invasione.

Nell'anno 548 Belisario salpava da Porto (Roma) muovendo alla volta dell'antica Taranto, ma nel viaggio una tempesta lo gettava a Crotone. In questa città egli rimase con la sua donna, e con la fanteria, nel tempo medesimo in cui ordinava ai suoi cavalleggieri di scorazzare il paese lungo la bella marina del golfo, le cui colonie greche, anticamente fiorenti, incominciavano già a ricadere nella rozza selvatichezza. Totila sorprendeva tale cavalleria, nelle vicinanze dell'antico porto di Thurio, presso Roscianum, e la sbaragliava completamente. Ne avveniva, in conseguenza, che Belisario in tutta fretta si poneva in mare e cercava rifugio in Messina. Ciò avveniva, secondo Procopio, verso la fine del XIII anno della guerra gotica, intorno alla primavera dell'anno 548. L'intero anno successivo Totila cantava vittoria in tutta la bassa Italia e Belisario tornava a Costantinopoli senza onori di trionfo (Gregorovius, Dem., voI. I, lib. 2, pago 315).

Abbiamo ragione di supporre che verso il 554 anche la contrada di Petelia dove subire le distruzioni dei Franchi e degli Aiemanni, condotti da Butilino e Leutari.

LONGOBARDI E BIZANTINI

Anche i Longobardi fecero larga preda in Crotone e pensiamo che pure il territorio di Strongoli venisse calpestato da tali invasori. Infatti, espugnata la città di Crotone nel 597, gli schiavi vi furono redenti con le elemosine di Deotista, sorella dell'Imperatore. Vi fu distruzione di chiese e monasteri, ma non tutto il Bruzio cadde nelle loro mani e tornerebbe difficile, a quanto ci assicura l'Hirsch, determinare esattamente i limiti per il territorio greco e longobardo.

Dall'epistola VII di Gregorio Magno e dal Jaffè, rileviamo che Arechis prese Crotone e che anche il Papa venne in aiuto per il riscatto dei prigionieri.



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