Panoramica Petelia gia Strongoli
ARCHEOLOGIAPETELINA
  Un Decreto di un Re non può distruggere la Storia di na Città  
       





ATTI E MEMORIE

DELLA

SOCIETÀ MAGNA GRECIA

FONDATORE: UMBERTO ZANOTTI BIANCO

NUOVA SERIE XXIV-XXV

(1983-1984)

'"


ESTRATTO

A CURA DELLA SOCIETA' MAGNA GRECIA
(PALAZZO TAVERNA - VIA MONTE GIORDANO, 36)
ROMA 1984


. ...

INDIZI DELLA MACALLA DI FILOTTETE ?

(Le Murge di Strangoli)



Se, nei poemi omerici, Filottete torna felicemente a casa l altre tradizioni gli attribuiscono un nostos nello stesso tempo fecondo e tormentato.
L'Alessandra di Licofrone 2 annuncia che il corso dell'Aisaros e la piccola città di Crimissa accoglieranno Filottete nel territorio dell'Enotria; il Crati vedrà la tomba del guerriero vicino al tempio del dio di Patara, là dove il Naethos scarica le sue acque nel mare. Filottete sarà ucciso dagli Ausoni Pelleni; a Macalla gli abitanti costruiranno un grande santuario sulla sua tomba, l'onoreranno come un dio eterno con libagioni e sacrifici di buoi. Malgrado le sue ambiguità e contraddizioni, la profezia illustra l'estensione dell'area interessata dalla leggenda di Filottete: riguarda infatti sia l'Esaro 3 che il Crati, cioè un territorio che va da Crotone a Sibari e al quale sono legati quattro nomi di centri: Crimisa, Chone, Petelia, Macalla 4 .
Un primo punto probabile per l'ancoraggio topografico di questi racconti è stato fornito da P. Orsi quando, nel 1924, scoprì il santuario di Apollo a Punta Alice (presso Cirò Marina), identificata quindi come Capo Crimissa 5. Un dato sicuro è !'identificazione di Petelia con Strongoli attestata da numerose iscrizioni 6. Vorremmo oggi portare i contributi recenti della ricerca archeologica alla discussione che riguarda, non solo l'ubicazione, ma la stessa esistenza di Macalla.


l Od. III, 190. 2 Lyc. 911-929. 3 L'Esaro citato da Licofrone è il fiume di Crotone, e non quello della Sibaritide. La relazione tra i due fiumi omonimi è stata studiata da P.ZANCANI MONTUORO, I due Esaro, in PdP, CLIV-CLV, 154-155, 1974, p. 70-80.
4 Cfr. J. BERARD, La Magna Grecia, Torino 1963, p. 336-341. Il Dott. M. Giangiulio sta preparando un riesame delle fonti. L. LACROIX, La légende de Philoctéte en Italie méridionale, Revue Belge de Phil. et d'Hist. XLIII, 1965, p. 5-21.
5 P. ORSI, Templum Apollonis Alaei ad Crimisa promuntorium, in AMMG, VI, 1933, p. 7-182.
6 A. VACCARO, Fidelis Petelia, 1933, p. 31-36. Bibliografia recente su Petelia in P. G. Guzzo-S. LUPPINO, Per l'archeologia dei Brezi, in MEFRA 92, 1980, p. 821-914, più particolarmente p. 860-61; A. CAPANO, Tombe romane da Strangoli, in Klearchos XXII, 85-88, 1980, p. 15-69; ID., Nuove scoperte nella necropoli romana di Petelia, in Klearchos XXIII, 89-92, 1981, p. 29-62. S. LUPPINO, Una statua equestre da Strangoli, in Aparchai, Pisa 1982, II, p. 661-666.


Le indicazioni topografiche più precise per l'antica Macalla sono fornite dal notissimo testo dello Pseudo-Aristotele 3', In una recente comunicazione al Convegno di Taranto, G. F. Maddoli, contestando !'interpretazione tradizionale di questo passo, ha proposto di considerare che la distanza di 120 stadi indicata dal testo separasse Macalla, non da Crotone, ma da Sibari Sebbene il dubbio espresso dal Maddoli sia legittimato dall'ambiguità dell'espressione ,dello Pseudo-Aristotele, il contesto generale del passo non autorizza, a nostro parere, una tale interpretazione: infatti, se fosse ubicata a 120 stadi da Sibari, Macalla non potrebbe essere qualificata «'t"_ç XpO't"WVLOC't"LOOç »; conserviamo quindi la lettura tradizionale di questo testo, considerando che Macalla dovrebbe trovarsi a 120 stadi circa da Crotone.
Tale era !'interpretazione dil J. Bérard osservando però che la città antica di Petelia, oggi coperta dalla moderna Strongoli, si trova pressappoco a 22-23 km. da Crotone, cioè a 120 stadi circa, lo storico chiedeva se non era da considerare l'eventualità che i nomi di Petelia e Macalla, che le fonti antiche non citano insieme, potessero designare un unico centro, nel sito dell'odierna Strongoli.
I risultati di recenti ricognizioni e scavi nella zona delle Murge, a qualche km a SO di Strongoli, portano elementi nuovi e quindi invitano a riesaminare la questione 10.

* * *

- La montagna delle Murge (fig. 1; tav. I) si erge a 5 km in linea d'aria a SO di Strongoli . Mentre il lato E è tagliato a strapiombo, il lato O scende progressivamente con una serie di terrazze degradanti; a mezza costa circa la montagna si riduce in uno stretto e unico passaggio che controlla l'accesso alle zone più alte: queste sono quindi fortificate naturalmente. Un fosso mediano in direzione O/E divide la parte superiore delle Murge in zona N e zona S; nella zona N il punto più alto è un cucuzzolo alto 409 m. (punto A); i punto B (alt. 405 m.) domina il fosso; nella zona a S del fosso la cresta non supera 396 m. di altitudine. L'insieme della zona alta occupa la lunghezza di oltre l km nel senso N/S e di poco meno in direzione E/O.

7 [ARIST.], miro 107 (840 a, 16-26).
8 Una parte della relazione è stata pubblicata in Magna Graecia,maggio-giugno 1980, Filottete in "Italia".
9 J. BERARD, op. cit., p. 340-41.
10 Prime notizie sulle Murge di Strangoli in ACT 1971, S. v. Strongoli; ACT 1976, p. 920-922.
H Carta IGM 1: 10000, F. 238, IV NO, Sez. C.


in rimboschimento condotto negli anni 1960-70 ha messo in luce una quantità di oggetti antichi, la maggior parte dei quali è andata dispersa; alcuni reperti però sono stati raccolti con cura e si trovano ora in collezioni private (notificate). Danno preziosi indicazioni sulla storia della presenza umana sulle Murge. ,

Si sarebbe trovato, nella parte alta delle Murge, ad un centinaio di metri di distanza dal punto A; una serie di oggetti in bronzo (figg. 2-6). Se, come è stato riferito, la maggior parte di questi reperti proviene da un'unica zona, potrebbe trattarsi di bronzi facenti parte di corredi funerari1.
I più antichi sono da collocare nell'orizzonte di passaggio dell'età del Bronzo all'età del Ferro: fibule ad arco sottile, staffa piccola, simmetrica (fig. 4, nn. 68, 74); fibula ad arco serpeggiante a spilla diritta1 (fig. 2, 47). n grosso del materiale appartiene alla prima età del Ferro ed è in complesso molto simile alle forme diffuse in Calabria e meglio documentate a Francavilla Marittima 12. Alla fine della prima età del Ferro o all'inizio del periodo coloniale appartengono le fibule ad arco sottile e a staffa lunga (fig. 6), la fibula ad antenne (fig. 3, n. 66), le fibuIe serpeggianti « a drago» a staffa lunga (fig. 1, nn. 65, 67), mentre la fibula a navicella a staffa lunga (fig. 5, n. 83) è da datare alla seconda metà del VII sec., la fibula a staffa a bottone (fig. 5, n. 85) verso la fine del VII o !'inizio del VI sec. Una coppa a calotta frammentaria in lamina di bronzo (non riprodotta), da ascrivere all'età del Ferro avanzata 13, avrebbe la stessa provenienza.
Altri reperti della prima età del Ferro sono stati segnalati in altri punti dèlla montagna: dal settore sud provengono due oggetti del tipo interpretato da P. Zancani come uno strumento musicale (tav. LXXXI, n. 18,19); è ben noto dagli scavi di Francavilla Marittima ma è anche comune a tutta la Calabria meridionale come dimostrano gli esemplari di Crichi-Donnomarco e Tiriolo 14.
Questi rinvenimenti sporadici, a notevole distanza l'uno dall'altro, danno l'impressione di un' occupazione umana diffusa sulle Murge nella prima età del Ferro. Altri dati in questo senso sono stati forniti dai saggi condotti nel 1983: frammenti di ceramica dipinta con motivi pseudo - geometrici di tipo « enotrio»

12 P. ZANCANI MONTUORO, in AMMG, XV-XVII, 1974-76, p. 7-106. Francavilla Marittima, Necropoli; EADE_, in AMMG, XVIII-XX, 1977-79, p. 7-91, Francavilla Marittima, Necropoli di Macchiabate; F. Lo SCHIAVO, ibid., p. 93-109, Fibule di bronzo da Francavilla,' P. ZANCANI MONTUORO, AMMG, XXI-XXIII, 1980-82, p. 7-129; F. Lo SCHIAVO, ibid., p. 131-139.
13 Bibliografia in NSc. 1980, Necropoli di Mangosa ad Amendolara,p. 323-324.
14 P. ZANCANI MONTUORO, in AMMG, XV-XVII, 19174-76, p. 27-29, Calcofono.

di VIII-VII sec. rinvenuti, insieme con ceramica di tipo coloniale, negli strati profondi delle Murge, documentano -a quanto pare - resti sporadici di abitazioni della prima età del Ferro e dell'inizio del periodo coloniale.

Fig. 6 - Fibule ad arco sottile e staffa lunga.

2. - E' ben noto che !'inizio dell' età coloniale in Calabria segna un cambiamento radicale nell'equilibrio degli insediamenti « indigeni» 15. Intorno a Sibari importanti centri della prima età del Ferro, come Torre Mordillo, Torano, Bisignano, Castiglione di Paludi sono muti o quasi, dopo la fondazione della colonia achea. Amendolara rappresenta un caso eccezionale di sopravvivenza di un centro indigeno, il quale s'è tuttavia spostato di qualche km all'inizio dell'era coloniale 16.

15 J. DE LA GENIÈRE, in Actes du Colloque de Cortone, Modes de Contacts 1981, Pise-Rome 1983, p. 257-278.,
16 EADEM, in ASNP VIII, 1978, p. 335-354, C'è un modello Amendolara?

Non si conoscono per ora centri importanti della prima età del Ferro tra Neto ed Esaro, nel territorio che sarà di Crotone 17, e non si può apprezzare quindi l'impatto della colonizzazione sulla ch6ra immediata.
A N del Neto invece l'informazione è un po' meno lacunosa.
E' illustrata una presenza umana continua a Cirò Superiore dalla fine dell'età del Bronzo alla romanizzazione ; non si nota alcuno iato alla fine della prima età del Ferro, cioè all'inizio di quella coloniale 18.

O M I S S I S

3. - Una trasformazione radicale del sito interviene con la costruzione, in alto sulla parte N delle Murge, di una cinta di mura che racchiude il santuario nonché numerose case di pietre. La faccia esterna è pseudo-isodoma, costruita con grosse pietre sommariamente sbozzate. Apparentemente il muro, sprovvisto di faccia interna in diversi settori, fungeva anche da muro di contenimento.
La difesa del sito era completata dalla costruzione di una seconda muraglia di lunghezza maggiore, a quota più bassa (40-50 m circa), che racchiudeva una vasta superficie comprendente sia la parte nord che la parte sud delle Murge; probabilmente destinato a proteggere i pascoli e le zone coltivate in prossimità dell'abitato, questo muro, nel punto esplorato, era spesso m 2,40; comporta due paramenti pseudoisodomi con emplecton di pietre; è rinforzato da opere di difesa. Il
tratto del muro esplorato nel corso della campagna del 1983 passa sopra una necropoli della seconda metà del VII sec. cfr. supra, p. 174). Questa fortificazione a doppia cinta è finora un caso unico in Calabria.
All'interno della cinta superiore di mura, in una zona coperta di fitti eucapilpti, è stata scoperta una zona densamente abitata. I saggi hanno consentito di individuare tre case diverse (case bosco) con passaggi stretti tra di loro_ Malgrado il carattere limitato dei saggi e lo stato di distruzione, abbiamo elementi per pensare che le case avessero almeno due stanze quasi quadrate, di 4 m circa di lato. Dei muri resta l'altezza di m 1-1,10; essi sono di fattura molto più scadenti di quelli della casa Murge. Qual è stata la storia di queste strutture? Ogni ipotesi sarebbe ora prematura: dobbiamo aspettare la scoperta di una stratigrafia chiara per proporne una lettura. Fin da ora si è potuto notare uno strato di distruzione con materiale di IV-inizio 111 sec., che potrebbe indicare la fase delle abitazioni 21.
Non si può affermare ancora l'esistenza di una relazione cronologica tra l'abitato concentrato all'interno della cinta superiore e la muraglia stessa; l'addensamento delle case non basta a provare la limitazione intra-muros dell'insediamento nel IV-III sec.; bisognerebbe ancora provare l'assenza di case all'esterno.
Dalla presenza di diversi frammenti di terrecotte databili ai primi decenni del 111 sec. si può pensare che il santuario sia stato particolarmente frequentato nell'ultima fase dell'abitato. Dopo il 111 sec. scompaiono le tracce di vita sulle Murge: non si è trovato un solo frammento di epoca romana.
Riassumendo, constatiamo che la montagna delle Murge presenta, per un lungo periodo che va dalla prima età del Ferro all'età classica, un'occupazione ininterrotta con un abitato probabilmente sparso in diverse zone, con un punto di riunione rappresentato dal santuario nella parte alta. Diversi gruppi di tombe di varie epoche corrispondono a questi nuclei di abitazioni. Non si può ancora precisare quando si sia effettuato il passaggio dall'abitato disperso alla relativa concentrazione che ci pare di notare all'interno della cortina superiore di mura, né affermare l'esistenza di un rapporto strutturale tra opere di difesa e agglomerato di case. Se una tale relazione fosse dimostrata, sarebbe probabilmente legata all'occupazione brezia. Dopo una data da precisare nel 111 sec. s'interrompe del tutto la documentazione fornita dalle Murge.

* * *

A pochi km dalla montagna delle Murge, sull'altipiano di Strongoli, il quadro è del tutto diverso; il sito era rimasto quasi deserto durante la prima età del Ferro e l'epoca arcaica e classica. Nella seconda metà del IV sec. un centro abitato con una cinta di mura s'insedia nella contrada Pianetta 22

21 Sotto il piano della casa nel primo saggio si sono rinvenuti, a contatto con la roccia, alcuni frammenti di ceramica non fatta al tornio, di tipo «enotrio geometrico », nonché qualche frr. di tazze di tipo coloniale: indicano la presenza di un'abitazione di VIII-VII sec. in questo settore.

. L'abbondanza delle terrecotte votive segnalate nella zona indica l'importanza del santuario di una divinità femminile cui era dedicato. Molto ricche erano anche le tombe della seconda metà del IV sec. in prossimità dell'abitato sulla sommità del pianoro (Campo sportivo). Le vicende di Petelia durante le guerre annibaliche sono ben note e diversi piccoli tesori monetali, purtroppo dispersi 23, testimoniano della tragedia vissuta dai cittadini.
Le necropoli romane si sviluppano sui pendii della montagna nella contrada Manca dal In sec. all'età imperiale; è notevole la monumentalità di certe sepolture, alle quali fanno riscontro quelle delle zone Fondo Castello 24 e Lazzovino 25.

* * *

Osservando i due centri notiamo che il momento dell'abbandono delle Murge corrisponde al periodo di maggior sviluppo di Petelia; la durata della coesistenza dei due centri è stata relativamente breve, circa un secolo, dalla metà del IV alla metà del 111 sec. a. C.
A parte questo momento della storia, la relazione tra i due insediamenti, dalla prima età del Ferro all'epoca imperiale romana, si presenta, allo stato attuale della nostra documentazione, in ordine di successione.
Da ciò derivano alcune conclusioni.
Benché l'abitato delle Murge in età arcaica non sia concentrato,
ma sia invece da concepire come una serie di piccoli insediamenti sparsi sulla montagna, aveva tuttavia un'importanza notevole. Dominava verso sud-ovest la valle del Neto, verso nord-est le colline in direzione di Crimissa. Era rimasto indisturbato dai grandi cambiamenti apportati dall'inizio dell'era coloniale. Con la vicina Crotone aveva rapidamente sviluppato scambi ai quali si debbono i numerosissimi vari corinzi delle sue necropoli e inoltre l'adozione di una ceramica comune d'argilla figulina e di produzione coloniale.
La vicinanza di una grande colonia greca spiega perché gli abitanti usano, almeno fin dalla seconda metà del VII sec., forme greche per esprimere la religiosità loro propria: infatti tutti gli ex-voto del santuario attualmente conosciuti sono dei tipi greci; se aggiungiamo che l'adozione della cremazione da gente tradizionalmente inumatrice

22 Bibliografia a n. 6.
23 Qualche allusione in P. ATTIANESE, in Calabria Greca 3, 1980, p. 451-79. 24 Cfr. art. di CAPANO cito a n. 6.
25 Informazione L. MAZZA.


è forse da mettere in relazione con l'uso greco del VII sec.26, avremo un altro mezzo per misurare !'intensità dei rapporti tra quest'agglomerato di pastori/contadini e la città greca ricca di artigiani. La complementarietà delle loro attività, nonché la loro vicinanza, spiega !'intensità degli scambi. Ne risulta che la montagna con il santuario circondato dai piccoli gruppi di abitazioni doveva avere un nome. Ci pare che questo nome potrebbe essere Macalla. Gli argomenti sono:

a) Come è stato ricordato sopra, Macalla TYjç XPO't"c.ùvLcX:naOc; si trovava, secondo il testo del Pseudo-Aristotele, a 120 stadi da Crotone. Ora la montagna delle Murge è a 20-22 km da Crotone, distanza che corrisponde con una certa precisione a quest'indicazione.

b) Il fatto, sottolineato da J. Bérard 27, che le fonti antiche che citano Macalla non conoscono Petelia e viceversa, troverebbe una spiegazione nella successione dei momenti di massima fioritura dei due abitati.

c) La breve contemporaneità, nel IV-III secolo, dei due centri fortificati, a poca distanza l'uno dall'altro (5 km circa) implica che abbiano ciascuno un nome.

In presenza di dati convergenti forniti dallo studio topografico, dalle ricerche archeologiche e dalla lettura delle fonti antiche, riteniamo possibile !'identificazione dell'abitato delle Murge come Macalla.
O M I S S I S

20. - Frammento di bacino ad orlo perlato (Museo di Crotone, n. inv. 24952). Il frammento proviene dal terreno mosso a contatto col muro di cinta inferiore e quindi da una tomba distrutta durante la costruzione della fortificazione. E' molto mal ridotto; due piccolissimi fori (intenzionali) a 1 cm di distanza (tav. LXXXI).
Per i bacini ad orlo perlato, cfr. ANGELO BOTTINI, Principi guerrieri della Daunia del VII sec., 1982, p. 61-65; R. M. ALBANESE, Bacini branzei con orlo perlato del Museo Archeologico di Siracusa, in Boll. d'Arte, 198 p. 1-20.

21. - Aryballos protocorinzio subgeometrico. Forma ovoide.
Bocca: fila di puntini, cerchi concentrici. Spalla: raggi distanziati. Pancia: tra due gruppi di filetti orizzontali, animali gradienti a sinistra; dall'ansa verso sinistra, un felino, coda abbassata, un cane con coda a ricciolo, un felino, testa alzata, bocca aperta; non è stata usata !'incisione. Al di sotto, raggi distanziati intorno al piede. Sull'ansa, fila verticale di punti tra due filetti verticali.
Alt. 6,2; diamo bocca 2,8; d. ventre 3,8; piede 1,2.
Gruppo di Tor Pisano (C. W. Neeft). 2 terzo del VII sec. (tav. LXXXII) .
22. - Coperchio di pisside protocorinzia, Museo di Crotone, n. inv. 24946. Manca il bottone centrale; era circondato da -una zona ver I,liciata; raggiera su zona risparmiata; zona di filetti concentrici.
Diam. 10,2.
Intorno alla metà del VII sec. (tav. LXXXII).

23. - Aryballos protocorinzio subgeometrico.
Forma ovoide larga; collo alto; ansa frammentaria; decorazione
molto evanida.
Sulla bocca, larga e sottile, tracce di un filetto. Tracce illegibili di decorazione sulla spalla. Sulla pancia, traccia di cani correnti tra due
gruppi di filetti orizzontali. ..
Alt; 6,5; diamo bocca 3,2; d. pancia 4; piede 1,5.
Secondo terzo del VII sec_ (tav. LXXXII).

24. - Aryballos protocorinzio d'imitazione.
La forma esita tra il tipo ovoide e il tipo piriforme; la bocca è molto stretta, l'ansa a nastro spesso.
, Argilla rosata, cfr. Munsell, SCC 7.5 YR 7/6.
Alt. 6; diamo bocca 2,5; pancia 3,8; d. piede 1,2.
Prodotto a Crotone? Secondo terzo del VII sec. (tav. LXXXII).

25. - AZabastron corinzio.
Sulla bocca, raggiera di linguette alternativamente verniciate e rosse; sotto l'attacco della bocca, zona di linguette verticali. Sul fondo, linguette a raggiera intorno ad un punto.
Sul ventre, leone ruggente e cinghiale. Motivi di riempimento:
rosette incise.
Alt. 8,2; diamo bqcca 3,2; diamo ventre 4,3.
Corinzio Antico. Ultimo terzo del VII sec. (tav. LXXXIII).

26. - AZabastron corinzio.
La decorazione della bocca è scomparsa: Sotto l'attacco, zona di linguette verticali. Sul fondo, linguette a raggiera intorno ad una piccola depressione.
Due leoni affrontati, tra di loro, 2 rosette incise; 3 rosette dietro. Alt. 8,7; diamo bocca 3; diamo ventre 4,2.
Corinzio Antico. Ultimo quarto del VII sec. (tav. LXXXIII).

27. - AZabastron corinzio.
Un buco nel fondo. Decorazione della bocca illegibile. Due galli affrontati. Traccia di ritocchi rossi sulle ali. Motivi di riempimento: rosette incise.J. DE LA GENIÈRE - C. SABBIONE 'c MACALLA?

" Alt. 8,8;:,diam. bocca 3; diamo ventre 4;5. .
Corinzio antico. Ultimo quarto del VII sec, '(tav: LXXXIII).'

28. - .Alabastron corinzio, frammentario. Manca la parte inferiore. .
Sulla bocca, raggieradi linguette alternate nere e rosse; sul bordo, fila di punti. Sotto l'attacco della bocca_ linguette verticali nere e rosse.
Grifone verso sinistra con le ali spiegate; tracce di rosso' sulle
ali. Rosette di riempimento. ' .
Il rosso è diventato marrone.
Alt. mass.conservata: 5,5;" diamo bocca 3,5.
Cori.nzio Antico. UltinlO quarto del VII sec. (tav. LXXXIII).



O M I S S I S

JULIETIE DE LA GENIÈRE . CLAUDIO SABBIONE

TAVOLE


LE MURGE DI STRONGOLI

TAv. LXXVI - Veduta panoramica da f, delle Murge di Strongoli.

»LXXVII - Terrecotte: 1) testa, terzo quarto del VI sec. a. C.; 2) testina subdedalica; 3) testa di tipo ionico, ultimo terzo del VI; 4) testina di tipo ionico, seconda metà del VI.

» LXXVIII 5) Vaso plastico incompleto'i'h forma di figura femminile, ultimo terzo del VI; 6) parte superiore di figura femminile 'ammantata, 500 a. C. circa; 7) statuetta femminile ammantata acefala, priva di gambe e piedi, metà VI, vedute ante;io:ç-e e posteriore; 8-9-10) frammenti di busti" acefali femminili, seconda metà del VI.


»LXXIX - 11-15) Frammenti di statuette femminili ammantate (fineVI-inizi V sec. a. C.). ,"
i
LXXX 16), Testa con pdlos di Nike in corsa verso destr_;
17) busto e gambe del tipo p_ec., con chitone ed epiblema trasverso; a destra (s.n.) esemplare simile più completo al Museo del Louvre.

»LXXXI 18) ,Piastra di bronzo con volute laterali e quattordici degli origiriarisedici tubetti penduli: strumento illusi cale c.d. calèofopo;
19) simile, con quindici fori ma senza tubetti;
20) .frammento di bacino ad odo pedato.

»L XXXII - 21) Aryballos. protocòrinzio subgeometrico; 2?) copercio di pisside protocorinzia; 23) aryballos protocorinzio subgeometrico; 24) aryballos protocorinzio d'imitazione.

»LXXXIII - 25-32) Alabastra corinzi.

»L XXXIV - 33) Coppa bassa con labbro a filetti; 34) alabastron corinzio antico; 35),. aryballos corinzio antico; 36) cuspide di lancia in ferro; 38) alabastron corinzio; 39) aryhal,(os corinzio sferico.

ELENCO DELLE ILLUSTRAZIONI

TAV. LXXXV - 40) Skyphos corinzio frammentario; 41-42) ciotole d'im pasto; 43) olIa globulare, collo largo, labbro svasato.

»LXXXVI - 44) Coppa a vernice nera di tipo C; 45) lekythos ariballica a vernice nera; 46) strigile di bronzo.

FIGURE NEL TESTO

Fig. 1 a pag. 165 - Le Murge di Strangoli. Particolare rielaborato della carta I.G.M. 1: 10.000.

» 2» 167 - Fibule nn. 47-56.»
» 3» 168 - Fibule nn. 57-67.
»
» 4» 169 - Fibule nn. 68-79.»
» 5» 170 - Fibule, anelli, anellini e chiodo nn. 80-90.
»
» 6,» 171 - Fibule ad arco sottile e staffa lunga nn. 91-93.
»
» 7» 188 - Parte di corredo funerario nn. 34-35..
»
» 8» 189 - Cuspide di lancia in ferro »

N.B. Le immagini sono state tolte dall'articolo, per poterle inserire tutte insieme in varie panoramiche foto.




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